Adidas superstar: i costi e la nuova collezione multicolor

E’ inutile dire che le scarpe del marchio adidas, in particolare le Superstar sono tra le piu’ quotate ed apprezzate al mondo. Per chi non è interessato a questo modello sicuramente non è a conoscenza del fatto che ne esistono di molteplici: un fattore che incide sulle adidas superstar prezzo. I costi di questo prodotto possono variare da un minimo di 70 euro sino a superare le 100 euro.

L’azienda decise di portare queste scarpe sul mercato negli anni 60 e con il passare del tempo sono diventate un punto di riferimento non solo dello sport, ma anche per quanto riguarda il mondo della musica come l’Hip hop.

Al mondo si possono trovare molteplici modelli che vanno da quelli standard a quelli fuori produzione, da quelli piu’ eccentrici a quelli “edizione limitata“. Forse è questo il principale motivo per cui i prezzi sono così consistenti!

Adidad: modello base

La scarpa che piu’ viene venduta è sicuramente quella classica, nella variante bianca. Se si è fortunati la si puo’ trovare attorno ai 65/70 euro altrimenti si arriva anche alle 100 euro (tutto dipende poi da dove le si acquista e dalla taglia).

Adidas: nuova collezione ideata con la collaborazione di Pharrell Williams

Di recente abbiamo visto arrivare nuovi modelli allo scoperto che presentano una vasta gamma di colori (in tutto sono disponibili 50 sfumature). Ideali per tutti coloro che amano creare il proprio stile su “misura”!

La qualità dei materiali con cui vengono costruite le adidas superstar è indiscutibile tanto che è possibile, con la massima accortezza, farle durare molto. Oltre ad un fattore estetico, questa scarpa riesce a donare il massimo comfort a chi le indossa grazie alla sua ergonomia.

Per non parlare del fatto che permette al piede di traspirare e di essere protetto grazie alla conchiglia rafforzata presente sulla punta.

Progetti divertenti

Cosmo e Wanda

Quest’anno ho deciso di fare le cose in grande per carnevale, probabilmente la festa che preferisco di tutto l’anno. Anche più del Natale (oddio, non esageriamo, a carnevale mia nonna le lasagne non le fa quindi Natale continua a vincere a mani basse). Insomma, al di là di quale sia la festa che preferisco dell’anno, veniamo ai discorsi importanti. Il mio costume di quest’anno sarà epico.

Ho deciso di impersonare Wanda dei Fantagenitori, in compagnia della mia dolce metà che farà, di conseguenza, Cosmo. Il motivo dei costumi è molto semplice, ci mancano le bacchette magiche e siamo esattamente identici a loro due. Io sono una con la testa fra le nuvole che spesso si perde a correre dietro alle farfalle e finisce per mettersi nei casini, lui è il cervello, quella maturo della coppia.

I vestiti sono molto semplici, una camicia bianca per entrambi, un cravattino nero, un paio di pantaloni neri e delle scarpe nere. Più facile di così. Per le ali abbiamo già risolto, si trovano in giro vestiti da fatina che includono delle ali. Mi hanno consigliato, comunque, di guardare se trovo solo le ali senza dover comprare tutto il resto perché oltre a spendere di più, sarebbe anche abbastanza inutile. Per i capelli abbiamo avuto un diverbio.

Li coloriamo con la lacca colorata o compriamo direttamente delle parrucche? La vendita parrucche online ha una bella gamma di scelta, ma sinceramente temo che trovare modelli come servirebbero a noi sia un po’ complicato. Ho provato a cercare parrucche Cosmo e Wanda ma non ho trovato niente. In più ci vuole anche la coroncina quindi i capelli finti dovranno essere molto saldi e non rischiare di cadere.

Io continuo a cercare la parrucca mentre la mia dolce Wanda cerca qualche nostro amico che sia disposto a fare Timmy. Ora capite perché il carnevale è la mia festa preferita?

A volte accadono cose strane mentre corro

Ieri sera stavo correndo nel parco.
Ad un certo punto un signore mi ferma e guardando il mio polso mi chiede l’ora.
Io ho fatto per vedere l’ora ma non ho pensato che in realtà non indosso orologi da polso.
A quel punto mi è scappato un sorrisino. Non era l’orologio quello, ma il mio cardiofrequenzimetro da polso che uso sempre quando vado a correre per misurare i miei battiti cardiaci per minuti quando sono sotto sforzo ed altre cose.

Alla fine però l’ora gliel’ho detta.
Ho preso il cellulare che avevo nel marsupio e ho guardato che ora era in maniera tale da dirla anche a quell’uomo. Erano le 19.
Gli ho detto l’ora mentre continuavo a correre sul posto per non perdere il ritmo.

Certo che di cose strane ne succedono quando corro.
Questa non è la più strana, però è simpatica.

Non ricordo tutto ciò che succede vicino a me o che succede proprio a me mentre corro, ma talvolta ho come una sana e strana impressione di essere vittima di qualche candid camera. Come quei video che si vedono spesso su youtube dove molti scherzi alla gente vengono fatti proprio nei parchi mentre passeggiano, talvolta anche mentre corrono.

Però le situazioni in cui sono incappato non sfociavano mai nei limiti dell’assurdo e nessuno mi ha mai detto che mi aveva fatto uno scherzo.
Quindi è palesemente una mia suggestione.

Dopo questo fatto simpatico del signore che mi ha chiesto l’ora, ho proseguito correndo per la mia strada, mentre continuavo ad osservare la vita del parco intorno a me.

Ho proseguito nella corsa per un’altra mezz’oretta. Poi mi sono diretto verso casa, ma stavolta trottando anziché correndo.
Dovevo un po’ recuperare e magari sciogliere anche i muscoli.

Tornato a casa mi sono buttato subito sotto l’acqua calda della doccia ed il pensiero di quel signore che mi ha chiesto l’ora credendo avessi un orologio al polso che in realtà non avevo è affiorato di nuovo.
Non so perché mi abbai colpito così.
Non trovo una spiegazione adatta.
Anche ora che ve lo sto scrivendo, non riesco lo stesso a trovarla.

Non so, succede che episodi insignificanti nel momento che accadono, poi occupino per qualche ora la mente prima di rifugiarsi nei cassetti della memoria e talvolta dimenticarseli.
Sicuramente questo è stato uno di quegli episodi lì. Così insignificanti e particolari che te li ricordi però un po’ senza trovarne un perché.

Ora che l’ho scritto, mi rimarrà ancora di più impresso insieme al mistero del perché io lo voglia ricordare.

Magari lo scoprirò un giorno.